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domenica, 30 marzo 2008

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

 

 

...Tadeshina aveva la sensazione che lei e Satoko si stessero attimo dopo attimo indissolubilmente legando l'una all'altra come un'imbarcazione si arresta e si unisce al corso d'acqua che cerca di risalire quando la forza della corrente e la propria sono perfettamente bilanciate. Condividevano inoltre la stessa gioia, una gioia simile al battito di ali di uno stormo di uccelli che incalzava verso le loro teste per sfuggire a una tempesta imminente. Era un sentimento che ricordava la tristezza, la sorpresa e l'inquietudine, ma ne era al contempo lontano e per la violenza che lo contraddistingueva non poteva che chiamarsi gioia...

                                               Neve di primavera

                                                  YUKIO MISHIMA

Postato da: silenes a 18:41 | link | commenti (22)

sabato, 29 marzo 2008

...forse perché impregnato di quella rugiada, il corpo della principessa aveva la lucentezza e la fragranza dell'oro. Pensai che dovevo fissarla intensamente, senza distogliere lo sguardo. Il capo mi aveva sempre detto: " Se ti trovi di fronte a oggetti strani o persone fuori dal comune, guardali con attenzione, senza allontanare gli occhi. E' stato il mio maestro che me lo ha insegnato e lui a sua volta lo ha imparato dal suo, e questi dal suo maestro ancora, e prima ancora i grandi artigiani del lontano passato si sono tramandati uno dopo l'altro questo precetto. Non distogliere mai lo sguardo, neppure se un serpente ti dovesse mordere il piede"...

                           La principessa Yonaga e Mimio

              Sotto la foresta di ciliegi in fiore e altri racconti

                                     SAKAGUCHI ANGO

Postato da: silenes a 20:00 | link | commenti (7)

venerdì, 28 marzo 2008

...ma ecco che alla fine anche i dintorni si fecero irriconoscibili, cosicché mi resi conto di essere andato al di là di ogni confine precedentemente raggiunto. Ho sentito alcuni descrivere il momento in cui, dopo aver spiegato le vele su una barca alla fine si perde di vista la terraferma, e immagino che la sensazione di disagio mista ad eccitazione che talvolta viene descritta in rapporto a quel momento debba essere qualcosa di molto simile a ciò che provavo...

                                                Quel che resta del giorno

                                                       KAZUO ISHIGURO

Postato da: silenes a 21:42 | link | commenti (7)

giovedì, 27 marzo 2008

...egli aveva incominciato a moltiplicare indefinitamente i minuti di quelle quarantotto ore accordando a ciascuno un valore infinito, particolareggiando ogni voluttà e volgendo in voluttà ogni particolare di ogni secondo, una frase, un'inflessione, una risata, una parolina ghiotta, oppure un segreto nascosto della nudità svelata...egli voleva rallentare fino a tendere all'immobilità del tempo...

                                                Distanze

                                           MARCEL THIRY

Postato da: silenes a 15:31 | link | commenti (17)

sabato, 22 marzo 2008

...sarà il mio vuoto interiore a inghiottirmi, il mio stesso vuoto. Sentirsi crollare dentro di sé, nel proprio nulla, sentire quanto è rischioso pensare a se stessi, sentirsi cadere nel proprio caos interno! La sensazione di precipitare davvero nel vuoto è assai meno complessa di questa sensazione folle. Rendersi conto delle proprie infinite profondità, da cui risuonano richiami dal demoniaco sortilegio, significa pervenire a una forma insolita di espansione centripeta, in cui il centro dell'essere si sposta, in un gioco indefinito, verso il nulla soggettivo. L'angoscia del crollo fisico non ha il fascino morboso dell'angoscia del crollo interiore. Perché a quest'ultima si aggiunge la soddisfazione di morire in se stessi, di trovare la morte nel proprio nulla...

                                        Al culmine della disperazione

                                                     E.M.CIORAN

Postato da: silenes a 17:51 | link | commenti (23)

venerdì, 21 marzo 2008

...un eterno sognare colmo dei più dolci eccessi dell'esistenza -

irrequieto - con travagli angosciosi, dentro, nell'anima -

Divampa, brucia, si accresce dopo la lotta - spasimo del cuore.

Ponderare - e folle esuberanza con eccitato piacere -...

                                   EGON SCHIELE

                              RITRATTO D'ARTISTA

          Lettere, liriche, prose e diario di Neulengbach

Postato da: silenes a 10:37 | link | commenti (22)

giovedì, 20 marzo 2008

...vede - mi umilio - le scrivo ancora, ma della mia umiliazione non provo vergogna, perché so che lei soffre, che finalmente parliamo la stessa lingua! Sono felice, sono felice d'aver ritrovato in lei l'anima che presentivo, che mi attraeva e che indovinavo così simile alla mia. Tanto l'uomo può essere orgoglioso e fiero quanto quest'anima può divenire sensibile e piccola. Bizzarro il destino! Bisognava dunque passare per tutti questi tormenti - per incontrarlo. Perché per una rottura così brusca lasciare un'amarezza per sempre? Per sempre, questa parola terribile, che equivale alla morte, al nulla? Fratello, suvvia, un bel gesto - stringiamoci la mano - perché tutti e due siamo da compiangere!...

                                                                                  Tamara

 

                  Tamara de Lempicka e Gabriele D'Annunzio

                                     nel diario di Aelis Mazoyer

Postato da: silenes a 10:22 | link | commenti (21)

mercoledì, 19 marzo 2008

Lo spirito mi levò alto, subito l'amore

mi richiamò. Il dolore lo piega più violento.

Così percorro l'arco della vita,

torno da dove venni.

                            Il cerchio della vita

                                   Le liriche

                          FRIEDRICH HOLDERLIN

Postato da: silenes a 10:28 | link | commenti (15)

lunedì, 17 marzo 2008

...lei che conosce i pericoli degli accerchiamenti, lei che calcola in anticipo dieci mosse per evitarli, è appena entrata nell'intrico dei sentimenti umani per farsi mia prigioniera...

                                          La giocatrice di go

                                                  SHAN SA

Postato da: silenes a 13:27 | link | commenti (25)

sabato, 15 marzo 2008

GIUNIA :  Da un certo nascondiglio

 mi scrutava ogni gesto con severo cipiglio,

pronto a farvi piombare la vendetta sul capo

per un moto d'intesa che lo avesse adombrato.

BRITANNICO :  Nerone ci ascoltava! Signora, ahimè, che dirvi?

Non vi riuscì, con gli occhi, di fingere e avvertirmi?

Farmi capire a segni l'autore dell'oltraggio?

L'amore è forse muto? Ha un unico linguaggio?

Quali angosce uno sguardo mi poteva alleviare!

Dovevate...

GIUNIA :  Tacendo vi dovevo salvare.

E quante volte, ahimè, poiché lo devo dire,

della sua stretta il cuore vi voleva avvertire!

E quanti ardenti slanci per voi sempre deviavo,

evitando quegli occhi a cui sempre tornavo!

Che tortura tacere vedendo ciò che amiamo,

sentendo i suoi lamenti che noi stessi causiamo,

quando con uno sguardo potremmo consolarlo!

Ma a che pianti lo sguardo poteva condannarlo!

A simile pensiero, irrequieta e turbata

non mi sentivo mai troppo dissimulata.

Del mio viso atterrito detestavo il pallore,

dagli occhi mi sembrava trabocasse il dolore,

e sempre mi aspettavo che il suo alto dispetto

mi venisse a accusare di dimostrarvi affetto.

Temevo che il mio amore gridasse a perdifiato.

Quanto avrei preferito non aver mai amato.

Ahimè, per suo destino, Signore, e per il nostro,

legge fin troppo bene nel mio cuore e nel vostro.

Fate che non vi veda. Fuggite, resistete!

Dal mio cuore con calma tutto il resto saprete.

Mille altri segreti mi restano da dire.

                                                 Britannico

                                              JEAN RACINE

Postato da: silenes a 09:22 | link | commenti (42)