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...nella mia mente c'è dunque un contrasto insanabile tra il fatto che, secondo la ragione, è terribile e spaventosa, e il fascino che la sua bellezza esercita su di me. Riandando alla scena di ieri sera, le emozioni che provo sono soltanto lo stupore per la sua bellezza e per il suo fascino, che non la faceva sembrare una creatura di questo mondo. Sebbene fosse un omicidio, ciò che ho visto ieri sera, spiando da quel buco, non mi ha lasciato affatto un ricordo spaventoso e un'impressione terribile. Non è stata versata neppure una goccia di sangue, non c'è stata lotta, né si è sentito il più debole lamento. Quel delitto è stato compiuto in silenzio, in modo affascinante, con una dolcezza simile a quella con cui si sussurrano parole d'amore. Io non mi sentivo terrorizzato ma, al contrario, avevo la sensazione di contemplare una cosa bella e splendente, come un dipinto dai colori vividi...
...."le cose terribili sono belle, il Diavolo ha un aspetto splendido come Dio"...
Morbose fantasie
JUN'ICHIRO TANIZAKI
Stasera interpreto Conchita...



...ascoltandola Connie, rimaneva affascinata. Ma dopo provava sempre un po' di vergogna. Non avrebbe dovuto ascoltare con quella strana, viscerale curiosità. Dopo tutto, si possono ascoltare le storie più intime degli altri, ma solo in uno spirito di rispetto per quella cosa in lotta e sbatacchiata che è ogni anima umana, in uno spirito di delicata e perspicace comprensione. Perché anche la satira è una forma di comprensione. E' il modo in cui la nostra comprensione scaturisce e si ritrae che determina la nostra vita. E qui sta la grande importanza del romanzo, se usato in modo opportuno. Può informare e portare verso nuovi sbocchi il flusso della comprensione della nostra coscienza, e può distogliere la nostra comprensione da cose ormai morte. Perciò, il romanzo, usato in modo opportuno, può rivelare i meandri più segreti della vita: perché è soprattutto nei segreti meandri delle passioni della vita che la marea della consapevolezza sensitiva ha bisogno di fluire e di rifluire, purificante e ravvivante...
L'amante di Lady Chatterley
DAVID HERBERT LAWRENCE

...nella violenza della sopraffazione, nel disordine delle mie risate e dei miei singhiozzi, nell'eccesso dei rapimenti che mi sconvolgono, colgo la somiglianza tra un orrore e una voluttà che mi oltrepassa, tra un dolore ultimo e una gioia insostenibile...
Le lacrime di Eros
GEORGES BATAILLE
25 NOVEMBRE 1970

...due forze contrarie cercavano di attirarmi, lottando per ottenere la supremazia. Una era l'istinto di conservazione. E la seconda forza - che mirava anche più profondamente, più strenuamente, alla totale disintegrazione del mio equilibrio interiore - era una spinta al suicidio, quell'impulso sottile e segreto a cui un individuo si arrende spesso inconsciamente...
Confessioni di una maschera
YUKIO MISHIMA

..."Ogni volta che un uomo si confessa non è mai totalmente sincero, egli finisce inevitabilmente per inserire nella sua confessione i suoi desideri nascosti"...con questo romanzo (Confessioni di una maschera) " ho pensato di costruire una perfetta finzione della confessione"..."La natura della confessione è che la confessione è impossibile"...
...la maschera suggerisce così una sorta di scetticismo nei confronti della sincerità di qualsiasi rivelazione della realtà. La confessione è sempre qualcosa di legato all'arbitrio di chi confessa, alla maschera che ha deciso di indossare per parlarci...
La maschera infranta
EMANUELE CICCARELLA

...la morte deve cogliere nel pieno delle forze intellettuali e del vigore fisico, non deve essere un avvilente afflosciarsi privi di energia, ma lo spezzarsi della vita col ferro come a un eroe greco sul campo, come a un samurai nel duello, come a un kamikaze sul mare, portati via come la spuma dei ciliegi in fiore al tocco della brezza...
Stile Giappone
GIAN CARLO CALZA

...Prima di uscire dallo studio, lascia sulla scrivania un appunto: "La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre"...
..."E' il momento in cui, in un film, si sentirebbe una musica patetica" ironizza Mishima. Prova d'insensibilità? Forse è il contrario. A volte, è più facile scherzare su ciò che sta a cuore che non parlarne affatto. E certo ride, di quel riso breve e fragoroso che gli si attribuisce, e che è tipico di coloro che non ridono fino in fondo...
Mishima o la visione del vuoto
MARGUERITE YOURCENAR
...Yukio...mio amato immortale...tra poche ore...

...ogni volta l'angoscia mi assale, penso che possiedo le chiavi della mia prigione, e nessun altro rimedio si presenta con altrettanta immediatezza al mio cuore della mia stessa spada...
JOHN DONNE
...stasera interpreto Wanda...

..."donna, dea...ignori cosa sia amare, cosa sia consumarsi nel languore e nella passione?"...
...( e Wanda si erge, con la sua pelliccia e la frusta, in una posa sospesa, simile a un quadro vivente...)
..."Vi mostrerò un altro ritratto di me, un ritratto da me stessa dipinto, voi me lo copierete..."
Venere in pelliccia
LEOPOLD VON SACHER-MASOCH

...la forma del masochismo è l'attesa. Masochista è colui che vive l'attesa allo stato puro. E' proprio dell'attesa allo stato puro sdoppiarsi in due flussi simultanei, il primo che rappresenta ciò che si attende, e che essenzialmente tarda, è sempre in ritardo, sempre rinviato, l'altro che rappresenta qualcosa che ci si aspetta, l'unica cosa che potrebbe far precipitare l'arrivo dell'atteso. Che una tale forma, un tale ritmo di tempo con i suoi due flussi sia precisamente riempito da una certa combinazione piacere-dolore, è una conseguenza necessaria. Il dolore giunge a realizzare quello che ci si aspetta, mentre il piacere realizza quel che si attende. Il masochista attende il piacere come qualcosa che è essenzialmente in ritardo e si aspetta il dolore come una condizione che rende finalmente possibile l'arrivo del piacere. Rinvia dunque il piacere per tutto il tempo necessario affinché un dolore, anch'esso atteso, lo permetta. L'angoscia masochista assume qui la sua duplice determinazione di attendere infinitamente il piacere, ma aspettandosi intensamente il dolore...
Il freddo e il crudele
GILLES DELEUZE


