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venerdì, 30 novembre 2007

...nella mia mente c'è dunque un contrasto insanabile tra il fatto che, secondo la ragione, è terribile e spaventosa, e il fascino che la sua bellezza esercita su di me. Riandando alla scena di ieri sera, le emozioni che provo sono soltanto lo stupore per la sua bellezza e per il suo fascino, che non la faceva sembrare una creatura di questo mondo. Sebbene fosse un omicidio, ciò che ho visto ieri sera, spiando da quel buco, non mi ha lasciato affatto un ricordo spaventoso e un'impressione terribile. Non è stata versata neppure una goccia di sangue, non c'è stata lotta, né si è sentito il più debole lamento. Quel delitto è stato compiuto in silenzio, in modo affascinante, con una dolcezza simile a quella con cui si sussurrano parole d'amore. Io non mi sentivo terrorizzato ma, al contrario, avevo la sensazione di contemplare una cosa bella e splendente, come un dipinto dai colori vividi...

...."le cose terribili sono belle, il Diavolo ha un aspetto splendido come Dio"...

                                              Morbose fantasie

                                           JUN'ICHIRO TANIZAKI

Postato da: silenes a 22:35 | link | commenti (53)

giovedì, 29 novembre 2007

Stasera interpreto Conchita...

"Baciatemi le mani" mi disse. Il cancello restava chiuso. "Adesso baciate l'orlo della mia gonna e la punta del piede sotto la pantofola". La sua voce era come raggiante. Riprese: "Bene. Ed ora andatevene". Un sudor freddo mi colò lungo le tempie. Mi pareva d'indovinare tutto quanto ella stava per dire e fare. "Conchita, ragazza mia...tu ridi...dimmi che hai per ridere". "Ah! sì, che rido! Te lo dirò, guarda, se non vuoi che questo. Rido! rido! sei contento? Rido di cuore, senti, senti come rido bene! Ha! Ha! rido come nessuno mai, dacché il riso è sulle bocche! Muoio, soffoco, scoppio dal ridere! non mi s'è mai vista tanto allegra; rido come se fossi ubriaca..."
...richiuse il corsetto. Soffrivo realmente. Ed ora la supplicavo, quasi con durezza, lottando contro le sue mani nuovamente protettrici. L'avrei amata e malmenata allo stesso tempo. La sua ostinazione nel sedurmi e respingermi, questo intrigo che durava già da un anno, e che si ripeteva proprio nel supremo istante in cui ne attendevo lo scioglimento, riusciva ad esasperare la mia più paziente tenerezza...
     
...Voi mi dite sempre
di morir per me:
morite, e lo vedremo
e poi dirò di sì...
                                              La donna e il burattino    
                                                     PIERRE LOUYS
      
...da vedere anche la trasposizione cinematografica "Quell'oscuro oggetto del desiderio" del grande regista Luis Bunuel...

Postato da: silenes a 16:47 | link | commenti (47)

martedì, 27 novembre 2007

...ascoltandola Connie, rimaneva affascinata. Ma dopo provava sempre un po' di vergogna. Non avrebbe dovuto ascoltare con quella strana, viscerale curiosità. Dopo tutto, si possono ascoltare le storie più intime degli altri, ma solo in uno spirito di rispetto per quella cosa in lotta e sbatacchiata che è ogni anima umana, in uno spirito di delicata e perspicace comprensione. Perché anche la satira è una forma di comprensione. E' il modo in cui la nostra comprensione scaturisce e si ritrae che determina la nostra vita. E qui sta la grande importanza del romanzo, se usato in modo opportuno. Può informare e portare verso nuovi sbocchi il flusso della comprensione della nostra coscienza, e può distogliere la nostra comprensione da cose ormai morte. Perciò, il romanzo, usato in modo opportuno, può rivelare i meandri più segreti della vita: perché è soprattutto nei segreti meandri delle passioni della vita che la marea della consapevolezza sensitiva ha bisogno di fluire e di rifluire, purificante e ravvivante...

                                    L'amante di Lady Chatterley

                                     DAVID HERBERT LAWRENCE

Postato da: silenes a 23:08 | link | commenti (39)

lunedì, 26 novembre 2007

...nella violenza della sopraffazione, nel disordine delle mie risate e dei miei singhiozzi, nell'eccesso dei rapimenti che mi sconvolgono, colgo la somiglianza tra un orrore e una voluttà che mi oltrepassa, tra un dolore ultimo e una gioia insostenibile...

                                              Le lacrime di Eros

                                             GEORGES BATAILLE

Postato da: silenes a 17:26 | link | commenti (53)

domenica, 25 novembre 2007

25 NOVEMBRE 1970

...due forze contrarie cercavano di attirarmi, lottando per ottenere la supremazia. Una era l'istinto di conservazione. E la seconda forza - che mirava anche più profondamente, più strenuamente, alla totale disintegrazione del mio equilibrio interiore - era una spinta al suicidio, quell'impulso sottile e segreto a cui un individuo si arrende spesso inconsciamente...

                                 Confessioni di una maschera

                                          YUKIO MISHIMA

..."Ogni volta che un uomo si confessa non è mai totalmente sincero, egli finisce inevitabilmente per inserire nella sua confessione i suoi desideri nascosti"...con questo romanzo (Confessioni di una maschera) " ho pensato di costruire una perfetta finzione della confessione"..."La natura della confessione è che la confessione è impossibile"...

...la maschera suggerisce così una sorta di scetticismo nei confronti della sincerità di qualsiasi rivelazione della realtà. La confessione è sempre qualcosa di legato all'arbitrio di chi confessa, alla maschera che ha deciso di indossare per parlarci...

                                        La maschera infranta

                                      EMANUELE CICCARELLA

...la morte deve cogliere nel pieno delle forze intellettuali e del vigore fisico, non deve essere un avvilente afflosciarsi privi di energia, ma lo spezzarsi della vita col ferro come a un eroe greco sul campo, come a un samurai nel duello, come a un kamikaze sul mare, portati via come la spuma dei ciliegi in fiore al tocco della brezza...

                                           Stile Giappone

                                       GIAN CARLO CALZA

...Prima di uscire dallo studio, lascia sulla scrivania un appunto: "La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre"...

..."E' il momento in cui, in un film, si sentirebbe una musica patetica" ironizza Mishima. Prova d'insensibilità? Forse è il contrario. A volte, è più facile scherzare su ciò che sta a cuore che non parlarne affatto. E certo ride, di quel riso breve e fragoroso che gli si attribuisce, e che è tipico di coloro che non ridono fino in fondo...

                                   Mishima o la visione del vuoto

                                      MARGUERITE YOURCENAR

Postato da: silenes a 00:24 | link | commenti (48)

sabato, 24 novembre 2007

...Yukio...mio amato immortale...tra poche ore...

...ogni volta l'angoscia mi assale, penso che possiedo le chiavi della mia prigione, e nessun altro rimedio si presenta con altrettanta immediatezza al mio cuore della mia stessa spada...

                                              JOHN DONNE

Postato da: silenes a 21:50 | link | commenti (18)

venerdì, 23 novembre 2007

...stasera interpreto Wanda...

..."donna, dea...ignori cosa sia amare, cosa sia consumarsi nel languore e nella passione?"...

...( e Wanda si erge, con la sua pelliccia e la frusta, in una posa sospesa, simile a un quadro vivente...)

..."Vi mostrerò un altro ritratto di me, un ritratto da me stessa dipinto, voi me lo copierete..."

                                        Venere in pelliccia

                             LEOPOLD VON SACHER-MASOCH

 

...la forma del masochismo è l'attesa. Masochista è colui che vive l'attesa allo stato puro. E' proprio dell'attesa allo stato puro sdoppiarsi in due flussi simultanei, il primo che rappresenta ciò che si attende, e che essenzialmente tarda, è sempre in ritardo, sempre rinviato, l'altro che rappresenta qualcosa che ci si aspetta, l'unica cosa che potrebbe far precipitare l'arrivo dell'atteso. Che una tale forma, un tale ritmo di tempo con i suoi due flussi sia precisamente riempito da una certa combinazione piacere-dolore, è una conseguenza necessaria. Il dolore giunge a realizzare quello che ci si aspetta, mentre il piacere realizza quel che si attende. Il masochista attende il piacere come qualcosa che è essenzialmente in ritardo e si aspetta il dolore come una condizione che rende finalmente possibile l'arrivo del piacere. Rinvia dunque il piacere per tutto il tempo necessario affinché un dolore, anch'esso atteso, lo permetta. L'angoscia masochista assume qui la sua duplice determinazione di attendere infinitamente il piacere, ma aspettandosi intensamente il dolore...

                                                  Il freddo e il crudele

                                                      GILLES DELEUZE

Postato da: silenes a 19:17 | link | commenti (43)

...come una farfalla entrata in una stanza che, non sapendo trovare la finestra, voli furiosamente all'intorno, anche Kyoko volava nella sua stessa vita senza riuscire a trovarvi pace. Ma sarebbe stato impossibile perfino alla più sciocca delle farfalle credere che la stanza in cui era volata per caso fosse la propria. Qualche volta, farfalle esauste si scagliano contro quadri di paesaggi boschivi e cadono prive di sensi...
                                                       Colori proibiti
                                                      YUKIO MISHIMA

Postato da: silenes a 08:59 | link | commenti (38)

mercoledì, 21 novembre 2007

...si può vivere soltanto se, con una certa frequenza, non si fa quello che ci si propone. L'arte consiste nel proporsi la cosa giusta da non fare. Chi obbedisce a se stesso soffoca non meno di chi obbedisce ad altri. Soltanto l'incoerente non soffoca, colui che si dà ordini ai quali si sottrae...
                                        Il cuore segreto dell'orologio
                                                   ELIAS CANETTI

Postato da: silenes a 19:48 | link | commenti (76)

lunedì, 19 novembre 2007

...in ogni destino rimane impenetrabile la vera essenza, il germe plastico dal quale nasce ogni sviluppo. Noi viviamo miriadi di secondi, eppure sarà sempre uno, uno solo che accenderà tutta la nostra intima natura, quel secondo in cui il fiore, già saturo di tutti i succhi, fulmineamente si cristallizza...
                           
                                    Sovvertimento dei sensi
                                           STEFAN ZWEIG

Postato da: silenes a 23:02 | link | commenti (41)