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mercoledì, 31 ottobre 2007

                          Farfalla

                  o foglia cadente,

               quale dovrei imitare

                  nella mia danza?

                           Canzone delle geishe

             

                                        Geisha

                                LESLEY DOWNER        

Postato da: silenes a 00:13 | link | commenti (27)

lunedì, 29 ottobre 2007

...IN QUANTI MODI SI PUO' MORIRE?...

...a Marianne piacevano i temporali. Non avrei potuto farla vivere attraverso di me? Sedetti sotto il tiglio, al posto che era stato suo. Guardavo le ombre violente, i bianchi crudi, respiravo il profumo delle magnolie; ma le luci e i profumi non mi parlavano; quella giornata non era fatta per me; restava in sospeso, reclamava di essere vissuta da Marianne. Marianne non la viveva e io non potevo sostituirmi a lei. Insieme a Marianne era naufragato tutto il mondo, un mondo che non sarebbe più emerso alla luce. Adesso tutti i fiori diventavano uguali, le sfumature del cielo si erano confuse, e oramai le giornate avrebbero avuto un solo colore: il colore dell'indifferenza...

                                       Tutti gli uomini sono mortali

                                              SIMONE DE BEAUVOIR

Postato da: silenes a 19:18 | link | commenti (11)

domenica, 28 ottobre 2007

...LA MIA SPADA...

...non potendo sfogare la sua furia su alcuno, fece sibilare nell'aria la sua spada di rovere nero e schiantò un grosso ramoscello dal tronco d'una pianta. La bianca linfa che gocciolò da quella ferita gli rammentò il latte materno. Ristette a contemplarlo. Non avendo una madre a cui ricorrere, per lui c'era soltanto solitudine. Anziché offrirgli conforto, perfino i ruscelli e le colline della sua terra natia parevano beffarsi di lui...

Avanzando fra le erbacce,

nascondo la mia angoscia lacrimosa

fra le pieghe della manica.

Nel giardino gravato dalla guazza

persino gli insetti più umili piangono...

                                                   Musashi

                                            EIJI YOSHIKAWA

Postato da: silenes a 22:52 | link | commenti (30)

sabato, 27 ottobre 2007

...io non sono mai sola. O per lo meno non soffro mai di solitudine. Soffro molto all'idea che la mia solitudine possa essermi rubata da una quantità di gente spietatamente benintenzionata...

                                        Il cornetto acustico

                                     LEONORA CARRINGTON

Postato da: silenes a 21:01 | link | commenti (46)

...un giorno che ero andato a pescare perle mi sono ritrovato tra le mani una bella sirena, molto più preziosa di una perla. Non ci si può innamorare di una perla, ma chiunque vede una sirena non può fare a meno di amarla. Le perle hanno solo una fredda lucentezza. La sirena invece racchiude nell'ammaliante bellezza delle sue forme lacrime ardenti, un cuore appassionato e una sapienza oscura. Una sua lacrima è molto più pura di una perla. Il suo cuore non teme paragoni col vermiglio corallo. Il suo sapere supera le arti magiche di un incantatore indiano...

                                              Pianto di sirena

                                          JUN'ICHIRO TANIZAKI

Postato da: silenes a 00:19 | link | commenti (29)

venerdì, 26 ottobre 2007

...Satoko spargeva di proposito il seme di fiori scuri e spinosi, e non di fiori dalle tinte smaglianti, cosciente del fascino morboso che esercitavano su Kiyoaki. E invero, lui aveva sempre offerto un terreno fertile a siffatte sementi. In mancanza d'altro, si compiaceva di coltivare le proprie afflizioni. Satoko aveva captato il suo interesse. Ancorché prigioniero consenziente della propria insoddisfazione, non perdonava a Satoko di tenere sempre pronta una provvista fresca di equivoci e di enigmi fatti apposta per sconcertarlo. E lo irritava parimenti la propria indecisione allorché urtava contro la difficoltà di rimediare un'arma contro i suoi dileggi...

                                              Neve di primavera

                                                YUKIO MISHIMA

Postato da: silenes a 00:11 | link | commenti (52)

giovedì, 25 ottobre 2007

...che ciascuno dei miei passi sia un trionfo o un crollo, un volo o un fallimento. Che la vita cresca e muoia in me in un'alternanza folgorante, a un ritmo convulso si schiudano i fiori e risplenda il marciume della mia anima. Niente del calcolo meschino e della visione razionale delle esistenze ordinarie comprometta la tensione sconfinata delle mie bufere interne, dei miei dolori e delle mie illusioni. Con la travolgente efferatezza delle mie risorse inesplorate e la fede cieca delle passioni represse possa io inghiottire la luce e le tenebre per la mia orgia interiore, per i piaceri e i supplizi del mio caos, per le tragiche delizie delle mie gioie e disperazioni ultime...

                                      Al culmine della disperazione

                                                    E.M.CIORAN

Postato da: silenes a 00:12 | link | commenti (53)

martedì, 23 ottobre 2007

Ho ricevuto molti pvt in cui mi veniva chiesto di descrivere le "mie lotte"...  rispondo con le splendide parole di uno scrittore che amo follemente...

...in questa foto mi fa impazzire...

 

...e così lottarono, rapidi, assorti, intenti, immemori, due figure bianche trasformantesi in un essere solo, sempre più vicine, sempre più strette nella lotta, annodate in grovigli strani, da piovra, con guizzi candidi nella fioca luce della stanza, bianco viluppo intenso di carni serrate in una morsa silenziosa, tra le pareti rivestite di libri antichi color cuoio. Di tanto in tanto, un ansito roco si levava, o un suono simile a un sospiro, poi tonfi rapidi dei movimenti sul folto tappeto, poi il fruscio singolare della carne che sguscia di sotto la carne. Spesso, nel groviglio bianco di quelle creature intensamente vive, silenziosamente oscillanti, non si scorgevano le teste, ma soltanto membra rapide e tese, dorsi bianchi e vigorosi, la fusione fisica di due corpi avvinghiati in uno solo; poi, emergeva il capo biondo arruffato di Gerald, e, al mutare delle fasi della lotta, era la testa opaca, simile a un'ombra, dell'altro che si sollevava dal conflitto, gli occhi sbarrati, atterriti, che non vedevano. Finalmente, Gerald giacque inerte sul tappeto, il torace sollevato da ansiti ampi e lenti, mentre Birkin, chino su di lui, in ginocchio, quasi non era più in sé; era molto più esaurito, infatti, e aveva il fiato corto, frequente, quasi non poteva più respirare, gli pareva di vedere il pavimento inclinarsi, ondeggiare, e un'oscurità completa stava per calargli davanti, non sapeva più che cosa avveniva. Perdette conoscenza e scivolò addosso a Gerald, il quale non se n'accorse nemmeno, poi si riprese a metà, consapevole solo dell'inclinazione strana, dello slittamento del mondo attorno a lui: il mondo scivolava via, tutto scivolava via nelle tenebre. E anche lui scivolava, tutto scivolava, all'infinito, all'infinito...

                                               Donne innamorate

                                       DAVID HERBERT LAWRENCE

Postato da: silenes a 19:02 | link | commenti (36)

...credo che i miei occhi siano idropici, perché, anche se il bere significa morte, bevono sempre più, e così, vedendo che il guardarti mi uccide, muoio dal desiderio di vederti...

                                             La vita è sogno

                                    CALDERON DE LA BARCA

Postato da: silenes a 00:41 | link | commenti (26)

lunedì, 22 ottobre 2007

...perché chi possiede un vero amico, possiede un altro se stesso. Onde avviene che, assente, è presente; povero, è ricco; malato, è sano; e cosa ancor più incredibile a dirsi, morto, continua a vivere: tanto grande è la venerazione, il ricordo e il desiderio con cui seguita a tenersi unito con l'amico...

                              Laelius de amicizia - L'amicizia

                                 MARCO TULLIO CICERONE

...tra poche ore ci incontriamo amica mia...la tua allenatrice non dimenticherà mai il giorno in cui ti presentasti in palestra per il tuo primo allenamento...la tua prima schiacciata...una "bomba" sui 3 metri...allibita ti domandai: "Dove hai giocato finora?"...tu rispondesti molto ingenuamente: "in giardino"...

...quante partite di pallavolo insieme...ricordi indimenticabili...

...è passato molto tempo da allora...e tu sei rimasta come quel giorno, anche adesso che sei la forte centrale della nazionale italiana...

...sei il mio orgoglio, cara amica...

...il mio inchino devoto, per te...

...SIMONA GIOLI...

Postato da: silenes a 00:58 | link | commenti (29)