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...guardiamo in fondo ai nostri cuori: che cosa vi troviamo? Una passione che il tempo ha soltanto attutito senza riuscire ad estinguerne le braci...sono PASSIONI DISSENNATE...eppure animano i nostri cuori...
Le braci
SANDOR MARAI

...corse per la piazza deserta e la lunga strada del villaggio verso l'aperta campagna, arrancò nella neve alta, gettò via il cappotto che gli era d'impaccio nel camminare, precipitò sempre avanti, sempre più lontano, non avendo altro in animo che la ferma volontà di non ritornare in sé - in una notte azzurra, risonante, che mai doveva aver fine per lui. E sapeva di avere già fatto migliaia di volte quella stessa strada e di essere destinato a fuggire migliaia di volte ancora, per l'eternità, nelle notti azzurre, risonanti...
Fuga nelle tenebre
ARTHUR SCHNITZLER

...Sì, Signora, piango, sospiro, fremo...
Berenice
JEAN RACINE

...nel nostro secolo è diventata un'abitudine diagnosticare, scoprire, portare a livello di coscienza il rimosso. E' visto e trattato come malattia. Da allora si sa che ognuno ha delle ferite nella psiche, un rapporto distorto con se stesso, col suo piccolo mondo particolare...a che può giovare prendere coscienza delle rimozioni? Le rimozioni sono il risultato di una resistenza, il difendersi da un pericolo. Devono aiutare l'organismo a esistere...a che scopo disseppellire questi cadaveri con i quali in ogni caso non si può vivere?...
L'amico estraneo
CHRISTOPH HEIN

Una farfalla si posa.
Eleganza inattesa
su una foglia tremolante.
Agguato all'incrocio
DALE FURUTANI

...sembra un dato di fatto che l'uomo - e forse la donna ancora di più - abbia bisogno di una certa dose di finzione, vale a dire, abbia bisogno dell'immaginario oltre che dell'accaduto e del reale...preferisco dire che ha bisogno di conoscere il possibile oltre che il vero, le congetture e le ipotesi e i fallimenti oltre ai fatti, ciò che è stato tralasciato e ciò che sarebbe potuto essere oltre a quello che è stato...ogni percorso si compone anche delle nostre perdite e dei nostri rifiuti, delle nostre omissioni e dei nostri desideri insoddisfatti, di ciò che una volta abbiamo tralasciato o non abbiamo scelto o non abbiamo ottenuto, delle numerose possibilità che nella maggior parte dei casi non sono giunte a realizzarsi, delle nostre esitazioni e dei nostri sogni, dei progetti falliti e delle aspirazioni false o deboli, delle paure che ci hanno paralizzati, di ciò che abbiamo abbandonato e di ciò che ci ha abbandonati...forse consistiamo tanto in ciò che siamo quanto in ciò che siamo stati, tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto, indeciso e sfumato, forse siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere...
Domani nella battaglia pensa a me
JAVIER MARIAS

...nel go o nello shogi non ci si deve sforzare di comprendere la personalità dell'avversario. Scrutare l'animo di chi ti sta di fronte, secondo lo spirito del go, è la via sbagliata...gente come me, invece, si perde completamente nel gioco, in un'immersione totale...
Il maestro di go
KAWABATA YASUNARI
CHATTERTON: ...anche avessi la forza di Ercole, sempre troverei frapposta tra me e il mio lavoro la fatale nemica nata al mio nascere, la fata malefica che presumo già mi attendesse nella culla: la distrazione, la Poesia! S'insinua ovunque; tutto mi dà e tutto mi toglie; tutto per me seduce e distrugge; mi ha salvato...e perduto!...sto per andarmene...Addio!...le passioni dei poeti sono appena percettibili...sono esseri da non amare; ad essere sinceri, essi non amano nulla: sono tutti degli egoisti. Il loro cervello si nutre a spese del cuore...non leggeteli e non guardateli...
Chatterton
ALFRED DE VIGNY

...a volte ho la sensazione che niente di ciò che succede succeda davvero, poiché niente succede senza interruzione, niente persiste né persevera né si ricorda in eterno, e anche la più monotona e banale delle esistenze si annulla e nega se stessa in questa ripetizione apparente al punto che niente è niente e nessuno è nessuno che sia esistito in precedenza...l'unica certezza è che nulla si afferma e tutto si perde...
Un cuore così bianco
JAVIER MARIAS

...Incanto dell'amore! Chi saprà mai descriverlo? La convinzione di aver trovato la creatura che la natura ci aveva destinato, la luce improvvisa che illumina la vita e ci sembra spiegarne il mistero, il valore sconosciuto delle menome circostanze, le ore rapide i cui particolari sfuggono al ricordo per la loro stessa dolcezza non lasciando nell'anima se non una lunga traccia di felicità, l'allegria folle che si mescola talvolta senza cagione alla tenerezza consueta, tanta gioia durante la presenza, e tanta attesa nell'assenza, il distacco da ogni volgare apprensione, la superiorità su quanto ne circonda, la sicurezza che ormai il mondo non ci può raggiungere dove siamo, la reciproca comprensione che indovina ogni pensiero e risponde a ogni moto intimo, o incanto dell'amore, chi ti ha provato non saprà descriverti mai!...
Adolphe
BENJAMIN CONSTANT