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mercoledì, 28 febbraio 2007

...ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio...

                                   EUGENIO MONTALE

Postato da: silenes a 13:11 | link | commenti (5)

lunedì, 26 febbraio 2007

...spero che avrete denaro sufficiente per viaggiare e per oziare, per contemplare il futuro o il passato del mondo, per sognare sui libri e perdere tempo agli angoli di strada e lasciare che la lenza del pensiero peschi a fondo nella corrente...

                                  Una stanza tutta per sé

                                        VIRGINIA WOOLF

Postato da: silenes a 16:23 | link | commenti (7)

martedì, 20 febbraio 2007

...perché la serpentina è considerata la linea più bella?...una serpentina, direbbe il baumgarteniano, è bellissima perché è sensibilmente perfetta; è una linea che muta sempre direzione (varietà) ritornando poi sempre alla medesima (unità)...

                                      Kallias, o della bellezza

                                        FRIEDRICH SCHILLER

Postato da: silenes a 11:31 | link | commenti (9)

domenica, 18 febbraio 2007

...IKI era dunque la capacità di destreggiarsi emotivamente in situazioni di tensione, la capacità di coniugare spontaneità e artificio raggiungendo un grado di raffinatezza supremo sia sul piano etico che su quello estetico...questa parola riassume l'essenza della cultura giapponese in quanto racchiude in sé seduzione, energia spirituale, rinuncia, le tre virtù tradizionalmente espresse dalle figure emblematiche del Giappone: la geisha, il samurai, il bonzo...designa quell'insieme di sfumature di eleganza che gli occidentali chiamano "grazia"...

                                  La struttura dell' IKI

                                       KUKI SHUZO

 

G ...l'IKI è il soffio della quiete che luminosamente rapisce.

I ...Ella intende allora il rapimento nel significato proprio della parola, come un sottrarre e un trascinare: trascinare appunto nella quiete.

G ...in tutto questo non c'è ombra di fascinazione o di impressione.

I ...il rapimento è della specie di un accennare che distoglie, addita e invita.

G ...ma il cenno è il messaggio di quel rischiarante occultamento.

I ...ogni esser presente avrebbe così la sua origine nella grazia, intesa come il puro rapimento della quiete che chiama...

                                         In cammino verso il linguaggio

                                               MARTIN HEIDEGGER

Postato da: silenes a 15:16 | link | commenti (8)

giovedì, 15 febbraio 2007

Soli, insieme

Oltre alle riflessioni sulla solitudine come caratteristica intrinseca alla natura umana, in Happy Together si rende indimenticabile la struttura narrativa, un collage visivo che a volte è un rapido susseguirsi di immagini, ed a volte è un lento, sensuale prolungarsi di attimi: un percorso irreale e straniante, ma estremamente coinvolgente.


 Soli, insieme
Ispirato da The Buenos Aires Affair, di Manuel Puig, e da un esilio volontario in Argentina, intrapreso in prossimità dei forti cambiamenti socio-politici che caratterizzarono il 1997 di Hong Kong, Wong Kar-Wai concepisce Happy Together e racconta la storia di due giovani omosessuali, Po-Wing e Yiu-Fai che vivono una storia d'amore difficile, fatta di separazioni continue ed altrettanti riavvicinamenti. Dopo l'ennesima volta che Po-Wing propone a Yiu-Fai di ricominciare, i due fidanzati decidono di farlo in modo drastico, intraprendendo un viaggio per l'Argentina, per andare a vedere le immense cascate di Iguazu, che hanno ammirato solo dipinte su una lampada-souvenir. Una volta arrivati in Argentina, però, i due ragazzi si separano nuovamente e mentre Po-Wing inizia un'esistenza effimera ed inebriante tra locali notturni e amanti occasionali, Yiu-Fai si chiude nella nostalgia e nella solitudine, e sognando di tornare ad Hong Kong lavora in un tango bar, dove una notte incontra di nuovo il suo ex amante.

Nonostante i personaggi principali siano due omosessuali, non si può dire che Happy Together sia propriamente un film a tematica gay, in quanto è scevro di quelle caratteristiche proprie del cinema-manifesto della comunità omosessuale, e che racconta l'intolleranza, l'accettazione da parte della società e di se stessi, e le difficoltà ad integrarsi; il film di Wong Kar-Wai non cerca nemmeno di attirare l'attenzione del pubblico raccontando una storia d'amore tra uomini, e perchè questo fosse chiaro, lo stesso regista ha ammesso di aver collocato strategicamente l'unica scena di sesso tra i due protagonisti all'inizio del film, per dare modo al pubblico di concentrarsi unicamente sulla loro storia d'amore. Splendidamente fotografato da Christopher Doyle, con un alternarsi di bianco e nero, luci diffuse e colori a volte acidi e lividi a volte caldi ed avvolgenti, atmosfere rese ancor più magiche dalla solonna sonora, un bouquet di tanghi argentini, la voce di Caetano Veloso e la canzone di Frank Zappa che dà il titolo al film, Happy Together sviluppa il tema della solitudine - una costante nella cinematografia del regista cinese - i protagonisti pur essendo innamorati uno dell'altro, sono fondamentalmente molto diversi tra loro ed incompatibili, e quindi soli, incompleti dal punto di vista spirituale ed affettivo anche se sono vicini fisicamente; le loro esistenze vuote si muovono in uno scenario urbano caotico, sfavillante di luci, intessuto di un vociare incessante che contrasta fortemente con il dolore silenzioso che li consuma lentamente.

Per rendere ancora più grande il senso di vuoto dei due ragazzi, e di Yiu-Fai in particolare, il regista fa in modo che lo scenario sia loro estraneo: Yiu-Fai, che vorrebbe tornare ad Hong Kong, è diviso tra i sorrisi e la confusione dei turisti di Hong Kong in vacanza in Argentina, ed il silenzioso scorrere delle cascate di Iguazu dipinte sulla lampada; troncata la sua storia d'amore con Po-Wing, Yiu-Fai non sa come ricominciare, quando non c'è Po-Wing a proporglielo, ed è lacerato tra il voler tornare ad Hong Kong e tra il voler tentare una nuova vita in Argentina, magari accanto a Chang, un ragazzo che ha appena conosciuto sul lavoro, uno spiraglio di luce fatto di dolcezza e sorrisi che si contrappone a Po-Wing, egoista ed infantile, e che permette a Yiu-Fai a liberarsi del fardello di solitudine e problemi che gli grava sull'animo, e di affidarlo - come un pianto soffocato, ma catartico - al microfono di un registratore.
Oltre alle riflessioni sulla solitudine come caratteristica intrinseca alla natura umana, in Happy Together si rende indimenticabile la struttura narrativa, un collage visivo che a volte è un rapido susseguirsi di immagini, insegne di locali notturni, automobili in corsa., esplosioni di collera ed orologi che segnano velocemente il tempo che passa, ed a volte è un lento, sensuale prolungarsi di attimi, come lo sguardo di Leslie Cheung che si volta a guardare il suo ex amante dai sedili di un taxi che lo porta altrove; un percorso irreale e straniante, ma estremamente coinvolgente.
...adoro questo film...visto 10 volte...una all'anno...


Postato da: silenes a 20:10 | link | commenti (6)

mercoledì, 14 febbraio 2007

Come questa pietra

del S. Michele

così fredda

così dura

così prosciugata

così refrattaria

così totalmente

disanimata.

Come questa pietra

è il mio pianto

che non si vede.

La morte

si sconta

vivendo.

                           Sono una creatura

                         GIUSEPPE UNGARETTI

Postato da: silenes a 11:55 | link | commenti (5)

lunedì, 12 febbraio 2007

...divampò in me la violenta e gelida fiamma di una strana apatia, di un feroce disprezzo. Non è vero che con il dolore ci si purifica, che si diventa migliori, più saggi e comprensivi. Si diventa freddi, lucidi e indifferenti...

                                    La donna giusta

                                    SANDOR MARAI

Postato da: silenes a 17:25 | link | commenti (8)

giovedì, 08 febbraio 2007

           UNA SERA D'INVERNO

Quando la neve cade alla finestra,

a lungo risuona la campana della sera,

per molti la tavola è pronta

e la casa è tutta in ordine.

Alcuni nel loro errare

giungono alla porta per oscuri sentieri.

Aureo fiorisce l'albero delle grazie

dalla fresca linfa della terra.

Silenzioso entra il viandante;

IL DOLORE HA PIETRIFICATO LA SOGLIA.

Là risplende in pura luce

sopra la tavola pane e vino.

                                     GEORG TRAKL

...la soglia, come quella che regge il frammezzo, è dura, perché il dolore l'ha pietrificata. Ma il dolore, che si è fatto pietra, non si è solidificato nella soglia, per irrigidirsi in essa. Il dolore permane nella soglia come dolore. Ma che è dolore? Il dolore spezza. E' lo spezzamento. Ma esso non schianta in schegge dirompenti in tutte le direzioni. Il dolore, sì, spezza, divide, però in modo che anche insieme tutto attira a sé, raccoglie in sé. Il suo spezzare, in quanto dividere che riunisce, è al tempo stesso quel trascinare, teso in opposte direzioni, che diversifica e congiunge ciò che nello stacco è tenuto distinto. Il dolore è ciò che congiunge nello spezzamento che divide e aduna. Il dolore è la connessura dello strappo. Questa è la soglia...

                                         In cammino verso il linguaggio

                                               MARTIN HEIDEGGER

Postato da: silenes a 18:39 | link | commenti (7)

mercoledì, 07 febbraio 2007

...ella ama la sua anima strana. Ella ha vinto. Ed ora il sole si è fermato al centro del cielo; e la statua in una felicità d'eternità immerge la sua anima nella contemplazione della sua ombra...

                                     GIORGIO DE CHIRICO

Postato da: silenes a 11:00 | link | commenti (4)

lunedì, 05 febbraio 2007

...un cielo è vicino, ma non è ancora raggiunto; un inferno è vicino, ma non è ancora dimenticato...

                    CAMILLE CLAUDEL

               Il prezzo della creatività

                     BRIGIDA DI LEO

Postato da: silenes a 20:03 | link | commenti (7)