Arzak in ...fuori...
fiamma8 in ...fuori...
ababarbra in ...fuori...
Nimiel78 in ...fuori...
betazed in ...fuori...
dreca in ...fuori...
solidinotte in ...fuori...
Doriangray71 in ...fuori...
rimeversi in ...fuori...
Scic in ...fuori...
.. cOLORe ..
anneheche blog
Antares666
Betazed
de profundis clamavi
Dreca
Eva_Eva
Heraclitus
Le diable au corps
Marcio scolpito nelle nuvole
Paolopaoli
Perlabronzea
pieces of me
Portaminellabissodellatuanima
Quello che manca
tempus fugit
VERSI DIVERSI
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
visitato *loading* volte

...fuori la notte non esiste, non esiste il buio, perlomeno. Dovunque brillano luci, neon dei più diversi colori. Cammino tra questi riflessi, sempre pensando a te che non sei qui, ma mi possiedi con la tua assenza. Ho una nostalgia immensa, e non servono sotterfugi a placarla...non potrò avere intorno a me le tue braccia stanotte. Dovrò fare i conti con la tua ombra, che m'ha afferrato...perché stanotte quel che fugge lo riprenderò solo nella memoria, dove la linea di fuga, che è una retta infinita, diventa un circolo, non so quanto vizioso, in cui mi avvito. Stanotte, non vorrò altro piacere se non quello di sprofondare nella nostalgia. Imiterò l'abbandono al tempo delle cose inerti...
L'amore necessario
NADIA FUSINI

...finora, quando Lucia aveva amato, il punto di fuoco del suo desiderio era sempre sconfinato in un impeto negativo, una passione antivitale, irriducibile a qualsiasi edonismo. Non c'era piacere che potesse calmarla, colmarla, placarla. Era sempre stata una terrorista, in amore. Lucia si batteva per essere sconfitta. Era crudele, disumana. Insaziabile, ingorda. E ora sarebbe stata capace di un amore buono? E qual è l'amore buono?...
L'amore necessario
NADIA FUSINI

...per avere fiducia in se stessa, aveva bisogno continuamente dell'elogio della propria bellezza, e così cambiava abito, gioielli e pettinatura cinque o sei volte al giorno, e passava il tempo davanti al grande specchio scuro, il famoso specchio di cui ella stessa aveva disegnato il modello, e che era a forma di bretzel, così da potervi infilare le braccia per non stancarsi nelle lunghe ore che trascorreva, di giorno e di notte, a contemplare la propria immagine. Era questa l'unica porta che apriva, ma era la porta su se stessa; era così poco loquace, inoltre, che mentre qualsiasi donna allo specchio si sorride, ella si mostrava seria e irritata, forgiando la propria immagine nella sua silenziosa officina. Senza fuoco, senz'aria. Lei e sempre lei, in velluto rosso o in bianco, o in nero e perle, sempre lei con il viso truccato sotto l'ampia fronte, pallida come un frutto bianco e cattivo. Nel cuore della sua camera, al centro dei candelabri, lei e solo lei, sempre inafferrabile e di cui non riusciva, con un solo sguardo, a cogliere tutti i volti...
La contessa sanguinaria
VALENTINE PENROSE
...tra l'anca e le costole, nel punto che è chiamato il fianco: è là che è successo. In quel punto nascosto, molto tenero, che non copre né ossa né muscoli, ma organi delicati. Là è spuntato un fiore. Che mi uccide...
Quaderni della guerra e altri testi
MARGUERITE DURAS
...sì che di te si poteva dire altrettanto appropriatamente ciò che Omero diceva di Bellerofonte, "il quale errava triste e piangente in terre straniere, rodendosi il cuore ed evitando le vestigia umane". Di qui il pallore e la magrezza, e il fiore dell'età languido anzi tempo. Allora, gli occhi tristi e sempre bagnati; allora, la mente confusa e la quiete del sonno compromessa, e i flebili lamenti nel dormiveglia e la voce spezzata e rauca dal pianto e la pronunzia balbettante, e quanto si può immaginare di più angoscioso e miserando...e che dire del fatto che era lei che stabiliva per te dove cominciassero e finissero le ore liete e le tristi? Quando arrivava, splendeva il sole, e tornava la notte quando se ne andava. Se cambiava espressione ti cambiava l'umore: eri ridotto a rallegrarti o a rattristarti a seconda dei suoi mutamenti, e insomma, dipendevi tutto dal suo capriccio...
Secretum
FRANCESCO PETRARCA

...semplicemente: mi avevi dato la possibilità di evadere da me stesso e di installarmi in un altrove di cui eri la messaggera. Con te potevo mettere la mia realtà in vacanza. Tu eri il complemento dell'irrealizzazione del reale, me compreso, verso cui procedevo da sette o otto anni attraverso la scrittura. Eri portatrice per me della messa tra parentesi del mondo minaccioso nel quale io ero un rifugiato dall'esistenza illegittima, per il quale l'avvenire non superava mai i tre mesi. Non avevo voglia di ritornare sulla terra. Trovavo rifugio in un'esperienza meravigliosa, e rifiutavo che fosse riacchiappata dal reale...
Lettera a D.
Storia di un amore
ANDRE' GORZ

...hai appena compiuto ottantadue anni. Sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai. Recentemente mi sono innamorato di te un'altra volta e porto di nuovo in me un vuoto divorante che solo il tuo corpo stretto contro il mio riempie. La notte vedo talvolta la figura di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un carro funebre. Quest'uomo sono io. Sei tu che il carro funebre trasporta. Non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri. Sento la voce di Kathleen Ferrier che canta "Die Welt ist leer, Ich will nicht leben mehr " (Il mondo è vuoto, non ho più voglia di vivere) e mi sveglio. Spio il tuo respiro, la mia mano ti sfiora. Ciascuno di noi vorrebbe non sopravvivere alla morte dell'altro. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme...
Lettera a D.
Storia di un amore
ANDRE' GORZ
...il filosofo André Gorz il 22 settembre 2007 si è suicidato assieme alla moglie Dorine, affetta da un morbo degenerativo...sono stati ritrovati l'uno accanto all'altro, nella loro casa di Vosnon...



..."Io odiarvi!", esclama la donna trattenendolo. "Ah, come vi sbagliate! Vi amo, se volete saperlo: sì, vi amo! Vi ho dunque detto quello che volevate sapere. Ma se doveste abusarne per tormentarmi...se doveste amare un'altra, ricordatelo...mi fareste morire"...
La doppia tentazione
I crimini dell'amore
DONATIEN-ALPHONSE-FRANCOIS DE SADE
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

...Tadeshina aveva la sensazione che lei e Satoko si stessero attimo dopo attimo indissolubilmente legando l'una all'altra come un'imbarcazione si arresta e si unisce al corso d'acqua che cerca di risalire quando la forza della corrente e la propria sono perfettamente bilanciate. Condividevano inoltre la stessa gioia, una gioia simile al battito di ali di uno stormo di uccelli che incalzava verso le loro teste per sfuggire a una tempesta imminente. Era un sentimento che ricordava la tristezza, la sorpresa e l'inquietudine, ma ne era al contempo lontano e per la violenza che lo contraddistingueva non poteva che chiamarsi gioia...
Neve di primavera
YUKIO MISHIMA